Archive for the ‘letture’ Category

cinque minuti ancora

settembre 15, 2014

la giusta lentezza per vedere strade e cigli e argini e deviazioni a tangenziali nuove per giungere alle campagne in una giornata quasi finita. sento solo le gocce di pioggia appena sulla pelle e la musica nelle orecchie pulsante ultrasonica così da accompagnare il viaggio e il sole radente in fondo agli orizzonti con il verde che assomiglia al nero nel contrasto con la luce. la stanchezza è giusta per impedire pensieri di memorie profonde. amore che va. e lasciare la leggerezza del ‘oggi no domani vediamo’. poi ecco solo un po di storia in mezzo un parco pubblico lontano dalla confusione che avevo lasciato la per tanto tempo e un piccolo sobbalzo di emozione per aver partecipato alla sua rinascita. il degrado era già intuito allora così come di lettura di rughe nella pelle che sai dove andranno. cinque minuti ancora a scorgere un muro un tetto una campana cinque minuti ancora per il cielo a sparire e le zanzare alle caviglie. il portale segna assi perduti ed è contrario. ti ferma. per ascoltare il bosco. cinque minuti ancora, padre. cinque minuti ancora.

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layer

settembre 11, 2012

Il cielo limpido assai verso sera e il sole di taglio con aloni rosastri e quelle scie bianche qua e là che se tiro gli occhi mi par di vederli gli aerei e i suoi passeggeri orgogliosi del posto finestrino si godono il panorama e che panorama dall’alto tutti i dettagli si ammorbidiscono un assaggio di omogeneità del territorio. Lassù il cielo è compromesso da rotte invisibili ma dense di occupazione dello spazio, dove layer tridimensionali hanno regole ben definite e lasciano apparentemente liberi nei movimenti.. proprio il contrario di quel che succede sulla terra, dove la confusione dei flussi antropici regna imperante.

casa c

settembre 8, 2012

Arrivarci da sotto un portico, una calle, una scala a vista sul retro, terzo piano, superi a vista il muro divisorio e vedi tavolini e gente che si distrae con coni gelati a tripla pallina, puzza di freschino e umido da fiume nascosto ma che si sente appena rigoroso flusso se taci il rumore delle scarpe. E così chiudi la porta, profondo limite tra un pubblico nascosto e la tua intimità fatta di arredi vecchi e fantastici, poco progetto e tutto cuore ed energia di pittore isolato nel suo mondo e dal mondo, le stanze lunghe di un lotto gotico e le finestrelle piccole di sottotetto affacciato alla via centrale, puzza di asfalto caldo e di gente che ridacchia poco più in là. Le stanze sanno di profumi e non di mobilia, tutto stupendamente trasandato e confusione e delirio e niente fuori posto, lo specchio esatto di chi mai si è domandato come si abita un posto, ma ci abita e basta. Se ogni casa raccontasse di se la sua vocazione più che la funzione, la città e la sua urbanistica racconterebbero storie più vicine a ciascuno di noi.

primavera

marzo 25, 2011

Certo, è primavera, già da un po’ di giorni, e lo vedo, si, la mattina sul viale di casa, gli olmi sfumarsi di una patina verde, di fatto non le vedo le foglie ancora, ma i rami stagliano nel cielo un alone chiaro sapore verde… poco più avanti incrocio dei giardini di case singole addobbati di variopinte essenze che sputano e ostentano colori di fioriture calcolate… boh! mi concentro sul tepore, il frumento alto pochi centimetri traquarda lontano un manto leggero di verde intensissimo… devo scendere dall’abitacolo, quattro passi, devo cogliere il rumone sottile di questa campagna, sento tutto il mondo vicino e lontano… padania!