Archive for the ‘appunti’ Category

verità per…

ottobre 6, 2016

che cosa è. un iterare dei segni con lo stesso nome cognome e una richiesta. punti gialli in un territorio distratto disteso su una statale col solito ritmo di incroci rotonde segnaletica edifici artigianali dismessi centri ipocommerciali case case singole case in linea case a schiera case rurali case storiche giardini e recinzioni cigli stradali filari sguarniti di alberi. punti gialli continui appoggiati ai muri che sussurrano al viandante con voce perentorea che è ingiusto morire giovani in terra straniera senza più nulla sapere oltre l’esistenza recitata da gente amica comune sincera. l’occhio che governa si pone così in alto che perde l’abbraccio dei semplici e si irrita di tutto quel giallo che insorge.

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non trovo altro modo che qui il silenzio

agosto 24, 2016

non trovo altro modo che qui il silenzio dopo il frastuono dei media che non hanno rispetto alcuno per la terra che si muove sofferente e le vite delle persone dentro la terra nei propri di luoghi ah saperle immaginare tutte assieme a definire il paesaggio che tanto ci attacchiamo ad esso anche con la polvere addosso di pietre e mattoni e rabbia e sete e lacrime. come faccio poi ad attaccarmi al dolore di un racconto solo un bimbo e fratello neonato madre e padre e casa sopra a tacere i sentimenti comuni. non ho dio e prego. per loro sapendo di un viaggio tutti assieme lontano da questa terra tutti loro stretti di amore di famiglia e gioventù.

post difficile

luglio 3, 2016

i luoghi. le persone. mangiare assieme in giardino di una casa ad appartamenti fare la pasta per tutti anche se uno arriva tardi allungare il tavolo le panche tirare la tenda e l’ombrellone io ho un po’ d’insalata e chi vuole un po’ di dolce c’è da sistemare nel retro con le luci per la festa e le birre in fresca ti tengo io la piccola se vai in paese. i luoghi son delle persone. fammi calmare le lacrime per dire quanto ti vogliano bene e ogni segno d’amicizia riposto con cura su ogni angolo della tua nuova casa. andare via troppo presto su un silenzio rombante di casco e occhiali contro il vento. sembra ora così difficile. sarà perchè sono gli stessi nostri  paesaggi che sappiamo correrti dentro e dentro e dentro.

le fughe della saracinesca

marzo 17, 2016

Sono spazi di millimetri cento passi per un metro e la pelle ristretta morbida e debole e strana da accarezzare ma è lo specchio deforme della tua di pelle e vive assieme a te. la casa ora è solo cuore e lacrime interrotte e la fortuna delle parole ancora valide per scambiare piccoli affetti la dimensione del buio delle mani tese dei contatti leggeri le voci e i suoni che costruiscono paesaggi ormai senza più molte invenzioni. nel soggiorno a metà mattina c’è il sole tra le fughe della saracinesca. ancora. aperte. parallele alle rughe nel viso della signora anziana. stesa appena sul divano.

col sole e il vento di febbraio

febbraio 24, 2016

ci sono misure dello spazio che non necessitano di cordelle metriche o segnalatori laser ma il sorriso di un bimbo al sole e la sua ombra che cambia nella passeggiata in paese un’ora rubata per un ritardo lezione riunione sindacale un’ora regalata per tenersi la mano al baretto succo di frutta briocche panchina prato edicola solo buttar l’occhio per le nuove uscite editoriali. i muri delle case sono rosso mattone senza intonaci e il borgo rispecchia tutta la sua semplicità di ambiazione a città con il vigile che saluta al margine delle strisce pedonali e questo luogo vive per questi piccoli che crescono imparano profumano di fresco. stamattina. col sole e il vento di febbraio.

… da qui

febbraio 18, 2016

… da qui alla tipografia sono mille passi o poco più e poi mica li conti ma fai una proporzione o scansioni il piccolo viaggio con le case del centro alternate ai passaggi pedonali agli angoli degli scavi archeologici un battistero le panchine in pietra e quelle in ferro legno. si alternano i luoghi e i pensieri sui luoghi con il paesaggio inventato per essere attraversato e disegnato nella nostra mente e nei nostri libri. ecco sono arrivato la tipografia è chiusa e ritorno domani volentieri c’è uno spigolo di marciapiede da osservare lungo la vita.

a Bologna

novembre 25, 2015

Lo scaffale a sinistra è fatto di quadratino di ferro e lamiere come ripiani va in alto fino al soffitto alto e mi chiedo come arrivare fino lassù a prendere i libri che so essere d’oro con messaggi unici in piccole tirature. lo scaffale di centro è in legno a ripiani bassi buono per i bimbi quello a destra pure in legno senza ritmo e con aggiunte posticce che col bianco dipinto tutto ritorna omogeneo. tanto poi ci sono i colori dei libri quelli antagonisti e comunisti e quelli per gli amanti della grafica e del disegno disegnato. è tutto un moltiplicarsi di voci al bancone e al salottino e mani che sfogliano mentre si vedono video al soffitto fatto di luci inventate. puoi solo viaggiare con la pioggia addosso portarsi in luoghi di mappe fantastiche far respirare il cuore. dentro. città di mezzo.

che mare

agosto 31, 2015

Che mare è se entro in acqua profondo non tocco a pochi centimetri trafilo con gli occhi la riva tracciata da fili di alghe verdi e poi grigie poi sabbia e erba a tratti e qualche pietra a pochi centrimetri dal resto del mondo che cammina su un ponte e si rilassa e accede al sole e si distrae col verme sull’amo e grida da borsa frigo aperta gli ombrelloni gialli in riga i pini come quelli di Roma? Che mare è mi chiedo quando immergo tutto me con la testa al posto dei piedi a saggiare l’acqua tordiba e sentire vicino la pelle e la mia vita che cambia tutta dentro. è poi ricordo.. l’indecisione del gabbiano. del suo volo che non sa di acqua o terra. laguna.