Archive for gennaio 2014

… appena

gennaio 29, 2014

la neve appena. sulle montagne al profilo sono sfumature di bianco viste da lontano e confondono il cielo grigio e confondono il nero delle pietre e degli alberi che chissà come sono da vicino neri e orfani di foglie.  però li ci arrivo e cerco parcheggio tra auto di gente che nasconde con garbo la sua tristezza e sento il fresco dell’aria bella comunque bella comunque. comunque bella. se mi distraggo al caffè è che mi ricordo del mio pino marittimo stagliato su un pezzetto di cielo celeste appena col sole che esce appena e che sembra già primavera appena ed invece è il filtro e il taglio del mio click sull’app telefonica. possiamo confonderci vedere le stesse cose apparentemente diverse lasciarci diventare trasparenti plexi sperimentale e accorgersi del cuore, appena.

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due e più

gennaio 17, 2014

… dovremmo avere paesaggi e territori ancora più schifosi e degradati per capirci meglio e fame tra i denti tanto siamo diventati brutti e cattivi e disonesti tra tutti e con noi stessi veloci nel digitare cellulari e pensieri. se poi cadono le scuole e i condomini per il vento a contrario o per deficienza progettuale non basta la giustizia che mai arriva. non basta il dolore rivangato dai notiziari la rabbia di non essere rappresentati mai neppure quando voti per stare nel giusto. dovremmo camminare lenti fuori dalle nostre città interiori, sporcarsi di terra, mangiare odori e sapori che stanno all’orizzonte di una maledetta bellezza salvifica… e al rientro farsi sorridere più spesso in faccia come uno sputo. forte. ci sono case senza anima, due e più su una strada fanno una via senza anima, due e più vie su una città, fanno una città senza anima…

gli occhi che si chiudono

gennaio 11, 2014

.. si trasforma in un club straniero pieno di chiacchiericcio e di profumo benandante, il bar del re, il re di danari, col sapore della birra rossa e della musica jazz, la magia di vibrazioni sonore con sfondo a lanciare bossa nova e swing veloce da spazzole sul rullante e solo di contrabbasso.  la complicità del silenzio e degli sguardi  dei musici. cazzo. dritti al cuore alla pancia. che fa la strada la fuori, che raccoglie uno spazio di parole e buoni propositi, la notte che lascia sognare e poesia e programmi per il caldo e ciao luca che torni in brasile e che anno di merda e che amori gettati e che voglia di amare. la strada la fuori è l’interno di intimità raccontate, quasi casa, quasi amicizia, il pensiero distratto il riordono degli accenti frontali, la fame prima di dormire.. dimmi se suona ancora il bip del cellulare se indica una scrittura altra, cagata, o chissà quale mistero e la mela in frigo, gli anabbaglianti accesi, le chiavi di casa, dove cazzo stanno, gli occhi che si chiudono.

… mi frizza solo un po’

gennaio 9, 2014

… che è la mia piccola ferita. anche se tocco mi frizza solo un po’ il dito.. lo spazio tra i due guardrail è sempre stretto se le lamiere occupano la carreggiata di sorpasso, la notte nasconde i dettagli dei profili luccicanti di berline moderne e l’olio sull’asfalto, non bastano le mie quattro frecce e gli stop a ritmare la corsa di quelli che da dietro la fretta se la sentono dentro di default. già tutto tace. rallento. una molla di chissà quale ammortizzatore mi scivola sotto l’abitacolo la sento sulla gomma destra. rallento. ma non il mio cuore che incamera colpi su colpi di vita a perdere e mancate occasioni.. il resto sono pochi chilometri all’uscita del casello, l’inerzia della mia scarpa sull’acceleratore e lo sguardo che nega il paesaggio circostante, che cerca una nebbia che non c’è. ci fosse rapirebbe la mia tristezza. ed evviva.