Archive for luglio 2014

giostre

luglio 30, 2014

Se arrivano le giostre forse è festa e montarle di notte riempie spazi di tempo che sono altri dai normali dormire della gente perbene il parcheggio si trasforma gli alberi tra una pista e il popcorn la cordonata il passacavi la gente che verrà domani mai si chiederà la vita degli altri oltre la loro su questi luoghi diversi occupati dal divertimento a due euro al giro mi si perdoni il linguaggio da sonno e rabbia che ancora non va via la giostra che mi assomiglia girerà a vuoto ancora ancora ancora finchè il mare visto dall’altra parte assomigli al mio.

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così

luglio 15, 2014

Posso agitare le acque di una strada in salita la discesa anche e lasciarsi andare prima o poi cadi finisci la rincorsa e ci sarà l’erba fresca e calda al sole di luglio la terra che sa di terra il cielo che sa di cielo fermo abbandono tutto tutto tutto i pensieri ricorrenti stop play stop ascoltare jazz blu e pizzica di caparezza oggi domani si aspettami stasera voglio profili e orizzonti e gelati e vino e poesia e parole messe a due a due sullo scaffale delle emozioni. così.

sono stanze

luglio 10, 2014

sono stanze che riconosco, il soggiorno di famiglia, a volte misuro il tempo che passa dalla morte di mio padre con gli occhi di mio figlio che non l’ha potuto vedere, ma lo sa che c’è. me l’ha detto di ritorno dal camposanto con la zia e i cugini contento di aver visto i fiori, aver dato loro l’acqua, e un nonno dai capelli bianchi bianchi. ne parlava come se fosse vivo e di fatto così me l’ha fatto sentire. sublime tristezza e flussi inspiegabili di mani che si sfiorano. se piango ora è per l’amore che gira nei luoghi, le stanze che ti appartengono, il soggiorno di famiglia. una casa non vale nulla nell’estetica senza dei colpi nello stomaco, una casa non vale nulla senza un soggiorno.

le nuvole per primo

luglio 9, 2014

le nuvole per primo, goffe, puttane, bianche, bianche e grigie, virate su fondo celeste appena sfumato dalla luce, poi il fresco dell’erba ai bordi della strada, sembrano mani tese che accarezzano il cammino verso est, la mattina, presto. L’orizzonte, gli orizzonti, così nitidi, che pare di appartenerli tutti, seguire il profilo dei monti da una nazione all’altra, immaginare il mare, oltre, con occhi che so non essere solo i miei. il sottofondo non è solo musica jazz, e quello dei pensieri, distratti ancora una volta dalla bellezza.