Archive for settembre 2012

..e nuvole

settembre 16, 2012

Può darsi che sia l’effetto del sole ormai calato ma i colori e i contrasti all’orizzonte sfumavano i profili delle montagne con quelli delle nuvole e una fascia di foschia le sospendeva tra il cielo, vibrato negli stessi colori.. ma è limpido e seguo le linee delle montagne e delle nuvole e di entrambe non so ormai sono confuse.. sono colpi d’occhio che misurano il mio vedere da ovest ad est, so che posso vedere oltreconfine.. a volte si, mi immagino di comprendere cosa sia la geografia, percepire assieme la grandezza e la vicinanza dei paesaggi e.. poi sentirsi dentro.

piove

settembre 12, 2012

E’ il tono di grigio e azzurro appena che inonda la spazio più della pioggia stessa mentre diluvia forte neppure il tergicristallo ce la fa a ripulire il mio sguardo. eppure la tensione persiste come la voglia di lasciarsi bagnare appieno pensando già a un phon che asciughi i capelli dentro una casa che ti accoglie come madre e protegge dalle lacrime la di fuori. Se smette un po’ la pioggia ti coccola ritma i pensieri aggiunge le virgole in un paesaggio sonoro.  

layer

settembre 11, 2012

Il cielo limpido assai verso sera e il sole di taglio con aloni rosastri e quelle scie bianche qua e là che se tiro gli occhi mi par di vederli gli aerei e i suoi passeggeri orgogliosi del posto finestrino si godono il panorama e che panorama dall’alto tutti i dettagli si ammorbidiscono un assaggio di omogeneità del territorio. Lassù il cielo è compromesso da rotte invisibili ma dense di occupazione dello spazio, dove layer tridimensionali hanno regole ben definite e lasciano apparentemente liberi nei movimenti.. proprio il contrario di quel che succede sulla terra, dove la confusione dei flussi antropici regna imperante.

giallo e terra

settembre 9, 2012

Fare le curve con calma, e sopratutto non distrarsi dalla guida.. e come si fa, i campi erano appena tagliati dall’aratro, la terra nera, profonda, buona da saggiare, lì scura e bagnata dalla pioggia ormai vecchia di settimane, e ora mista ancora al campo giallo pieno d’estate d’erba secca e mais raccolto da un po’, giallo e terra, terra e giallo, e fili di verde tra un bordo e l’altro dove incide il fossato di divisione.. e una visione di emozione, non so perché, il capo continuava a girarsi tra i campi nella pausa di lavorazione, colore mezzo giallo e mezzo terra, e solo qualche colpo d’occhio seguiva la rettitudine della strada, non so perchè, forse è solo l’attimo, questo attimo di rivoluzione che segna al contempo la fine e la rinascita di una stagione.

casa c

settembre 8, 2012

Arrivarci da sotto un portico, una calle, una scala a vista sul retro, terzo piano, superi a vista il muro divisorio e vedi tavolini e gente che si distrae con coni gelati a tripla pallina, puzza di freschino e umido da fiume nascosto ma che si sente appena rigoroso flusso se taci il rumore delle scarpe. E così chiudi la porta, profondo limite tra un pubblico nascosto e la tua intimità fatta di arredi vecchi e fantastici, poco progetto e tutto cuore ed energia di pittore isolato nel suo mondo e dal mondo, le stanze lunghe di un lotto gotico e le finestrelle piccole di sottotetto affacciato alla via centrale, puzza di asfalto caldo e di gente che ridacchia poco più in là. Le stanze sanno di profumi e non di mobilia, tutto stupendamente trasandato e confusione e delirio e niente fuori posto, lo specchio esatto di chi mai si è domandato come si abita un posto, ma ci abita e basta. Se ogni casa raccontasse di se la sua vocazione più che la funzione, la città e la sua urbanistica racconterebbero storie più vicine a ciascuno di noi.

senso unico

settembre 8, 2012

Tutto può anche non essere vero, diritti per quella freccia a terra. Traccia imposta, lo scenario accettato. Di solito qui si andava andirivieni e lenti, girando la testa dai sassi al cielo e tra le vigne il fronte delle case i cani che abbaiano. E la legge stradale che impone regole che poi distolgono anche i ricordi. 168 euri la multa per un contromano su un senso unico, ma è stato bello confondere la faccia e il culo dell’autorità.

metri zero

settembre 7, 2012

Era quasi caduto di testa, ma poi solo poche escoriazioni alle ginocchia e ad un gomito, mica si può sempre andare in bicicletta attrezzati di tutte protezioni? e poi se programmo una buttata in centro, vado rilassato e con la camicia pulita. Il solito solito solito automobilista del cazzo, esce indietro dalle righe blu di fretta magari ha pure l’orario scaduto, mi urta quel tanto da farmi perdere l’equilibrio, ah! se correvo di più. Tutto a posto, sembra che io andavo in contromano e sul lato della carreggiata sbagliato, che ne so’, sembra non ci sia una segnaletica adatta al ciclista qui in centro storico, sono stupido, mi credevo che in centro la bicicletta ha sempre precedenza sull’auto e mai sul pedone, forse l’ho solo visto in tv, qualche documentario olandese, boh. L’automobilista non è poi tanto del cazzo, quello che mi ha fatto ribaltare, è del posto, conosce le insidie di quella strada, le difficoltà, si dai, può capitare, le chiacchere distensive e l’aperitivo al bar a metri zero valgono più di un cerotto.

Paesaggi

settembre 7, 2012

Stamane volevo saggiare l’erba umida, sentirmi le scarpe bagnate, anche dentro, sono solo stradine di campagna, con un po di sassi, ma anche l’erba sui bordi e nella parte centrale che nella sua intensità denuncia il lascito dei mezzi meccanici alla mobilità agricola e poi pedonale.. Io attendevo non so bene cosa, mi ero solo concesso una passeggiata di un’ora, che poi è diventata un’ora e mezza, quasi due, però già il sole scaldava la mia pelle e le scarpe provavano ad asciugarsi. No non volevo cogliere fiori o assaggiare l’uva quasi passita di un vigneto trasandato, più che altro non sapevo a chi darli questi occhi, mancava la prospettiva umana che all’orizzonte ti dimensiona la profondità dei panorami.. Il paesaggio esiste se ci sei tu.