Archive for dicembre 2014

elogio alla fognatura

dicembre 18, 2014

… è una regola che si nasconde sottoterra e corre in tubazioni ipotizzate qua e là pozzetti di ispezione duri da sollevare nei loro coperchi di ghisa e cemento e l’acqua che scivola da una all’altra parte e poi deve arrivare in quel flusso generale raccolto sulla strada pubblica che se hai fantasia arriva fino al mare. acque bianche e acque nere che si possono confondere solo dopo il loro passaggio nella scatola più grande che trita smuove filtra e rende trasparenti i nostri residui di vita quotidiana . sono percorsi nascosti a cui nessuno bada ma sono viscere artificiali che alludono al nostro benessere e alla nostra tecnologia idraulica che regge finche la pioggia non fa capricci e s’arrabbia per la poca libertà concessa.

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ogni vita è il racconto del mondo

dicembre 12, 2014

…mi chiedo quanti paesaggi abbiano visto quegli occhi di anziano solido presente gentile …mi posso solo immaginare i profumi del sud i viaggi le trasferte la disciplina l’onore. la famiglia giovane da consolidare al benessere di pianure venete e friulane il buongusto del vino della stima e del rispetto e musiche di passioni e teatri. ogni vita è il racconto del mondo. padre. nonno. generale! porta le truppe tra i fiori e l’erba bianca del natale tra nuvole e cielo e la serenità del ricordo col vento di bandiera silenziamo il silenzio… presentat arm.

… succede spesso

dicembre 7, 2014

… succede spesso con i poeti e i loro saluti prima e gli addi dopo lavorano di intensità e nitidezza d’animo aperto da quintali di pelinkovaz. sarà la percezione dei confini sentirsi forti da trapassarli come luoghi e come pensieri. negozio di due secoli fa e mobili di oltre un secolo lì e la signora con grembiule intero che questo non è solo un panificio ma anche un bar che oggi si chiude mica alle otto ma fino alle nove – grazie un giro ancora di bianco – e mi da una mano ad aprire la bottiglia che mio fratello forse sta dormendo? fuori tempo l’icona della madonna e i ceri sotto accanto ai confetti invasati trasparenti. una stanza cinquepercinque grande come un mondo pieno di sudori e sapori sedimentati. strudel. leggono alla sala civica leggono leggono poi i menestrelli della parola aggiunta alle note di flauto corrompono il cuore e c’è tempo di sfogliare libri fatti a mano di piombo e carta forata. lo spirito a posto e allora alla ricerca di un posto dove lo stomaco possa esprimersi e ridere di pizze dal bordo alto nominate da chef televisivi e tavoli e pareti e vetri di murano stravaganti quanto il cesso al piano sotto per far pipì prima dell’ultima l’ultima l’ultima mezza. mezza. un’altra mezza. rapiti da riso per le cose di legno non ci accorgiamo del vento fresco del mattino e della notte lunga che saluta chi dorme e vaneggia e viaggia per rientri con memoria a pedaggio di felicità.

non so

dicembre 2, 2014

non so. quello che non so spiegare. dentro. ma poi non serve molto. sapore dolce come un tocco di pelle un soffio di parole. sarà l’immensità del paesaggio che ci circonda altalenante di colline e orizzonti boschivi di paesi a luci fioche e curve a guardrail radenti il mondo vicino e lontano confuso tutto nella sera veloce. racconti. sarà il tepore del fuoco spento quello del vino verde le muische da film la spunta per un ritorno a menu fisso. mi basta il viaggio la cena calda la terra che profuma della prossima pioggia per essere contento un poco, prima di confondere la vita con il mio sonno.