Archive for settembre 2013

… e le grida

settembre 9, 2013

… e le grida dei bambini in cortile. senza quelle non avrei misurato gli spazi giù e sotto la mia finestra anche perché il mio sguardo da steso febbricitante sul divano vedeva solo il cielo blu azzurro quasi bianco di sfumature senza tempo. e invece. bimbi e bimbe con pallone squadre miste campo lungo dal sottoportico alla lingua di prato dove la palla rimbalza soffice e chi va a prenderla. è un gioco di tattiche tira passa lancia contro muro. sento anche la potenza dei rimbalzi il sudore gli affanni e le mamme che richiamano i piccoli al rientro. le grida ora sono voci saluti biciclette che partono promesse per il gioco di domani. rimane solo il vento che ora si permette di farsi sentire assieme ai muri gli stipiti le imposte le finestre che gli fanno l’eco.

#skyoverme_

settembre 3, 2013

. quello di oggi non c’era. cioè si. ma non c’era una nuvola a pagarla. servono si le nuvole a misurare le distanze immaginate. azzurro da far male agli occhi. da qui e per tutto l’orizzonte e più in la. ho provato a gridarlo. cercavo l’eco. una canzoncina mi ha risuonato tanto da farmi sorridere. basta poco. ancora speravo nell’eco e nel riverbero dei pensieri. quei pensieri. due parole invece sono arrivate si per incrociare lo sguardo un attimo nello stesso riquadro di azzurro. le butto lì due parole in inglese. ma è la sera e la notte che le nuvole arrivano e nascondono il buio. cerco di capire tutto ciò. il guardare in alto. cosa sia. forse è mollare da tutto quello che ti trattiene giù. nella terra. che sia il cuore che implora di trattenersi nell’aria. che sia la geografia dei sentimenti che vuole un mare la in alto a disposizione per viaggi a meta indecisa. mi fa piacere leggerti la sera stando qui tra schermo e notte che mi specchia tutto il suo azzurro travestito di nero profondo. 

se..

settembre 2, 2013

se.. scrivo qui è perche è lunedì di settembre appena iniziato e sembra che siete tutti tornati dalle belle che sono state le ferie e già vi lamentate del sole che manca fa già buio la sera dei vestitini da comprare delle tasse del governo delle voragini sull’asfalto dei comandamenti di dio dei pesticidi mediorentali e delle anatre sparite dal fiume principale. e se.. mi arrendo. alla salita in bici al contrario. alla fanta allungata. sopra ogni palo nell’acqua un gabbiano che fottuti stronzi stanno fermi per dormire in un hotel a costo zero e si lamentano anche tanto del belvedere condiviso mica sorridono urlano.