Archive for aprile 2014

sembra una scuola

aprile 21, 2014

Non c’è sudore di stanchezza per i bimbi che giocano a vogare nel prato. I remi sono veri gli attacchi le forcole pure e gli sguardi che paiono saggiare il sapore del fiume ancora lontano e le orecchie tirate alle parole dei vecchi che insegnano passione. Sembra una scuola fuori la scuola, e lo è, una scuola fuori per andar sull’acqua per ricalcare le storie di paese di gare di batee di lussi ciapài.. e poi c’è il chiasso delle avventure sognate, di cose da niente di cose importanti e l’attesa sospesa di diventar grandi, òmeni, sugli argini verdi di erba rasata, paesaggi lineari, paesaggi paralleli, argini alti, boni par scivoar col cul!

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cinque metri e ottanta

aprile 10, 2014

Cinque metri e ottanta è larga la provinciale, attraversa il borgo sul lato lungo del fiume, strada stretta fronti casa sul ciglio, è difficile uscire in retro con una vecchia panda blu elegante da anziano signore con il cappello a tesa stretta, la moglie s’impossessa della via e segnala l’avanti e indietro e si tutela dal traffico che arriva da lontano, poi saluta distinta il suo uomo andare, la mano si ritira e tutto rientra nella casa con il sapore d’affetto lasciato ancora un po’ sull’asfalto. Se passo veloce lo colgo e di sera infine la luce accesa della cucina la vedo spegnersi e sono vite che vanno, che vanno a dormire, racconti di poco.

come una canzone

aprile 8, 2014

Prima cosa il sorriso l’eleganza la bellezza e chiamare un posto come una canzone. ci arrivi seguendo la via che sta tra rocce e mare e la notte appena e le luci appena la storia tra le vie sapore di confine. le parole lette conficcano ironia animazione e grigio e nero e bianco soffitto e luce di lampada sedile rosso e stile di persone attente a regalare applausi e lacrime a mandibola inceppata. se mi stacco un po rileggo il posto, un luogo una città un territorio, la strada a curve inattese, gli occhi e te.

toc toc

aprile 3, 2014

Ovest, toc toc muri a vuoto in percentuale variabile storia fatta bene e storia fatta male, sud cocciopesto quasi per gioco, est stucco liscio patinato rispecchia il giardino lasciato andare intrigante maledetto, nord di cemento smaltato e sporco di ignoranza materica. tutto sembra un gioco di rimandi a specchi a memorie costruttive a errori di manutenzione, i muri denunciano i loro difetti solo all’apparenza così come dentro chiamano e spacciano bellezza dura e diretta tanto da far male ad ogni cuore malato di passione.