Archive for febbraio 2013

… muri e disegni

febbraio 25, 2013

Li ho guardati i soffitti, i bagni, le porte, l’intonaco.. e che c’era un mormorio di fondo, la gente e i suoi passi, le forze dell’ordine, il salutarsi e stringersi le mani e qualche abbraccio, siam qui vecchi e giovani, del quartiere e i nuovi, le liste d’elezione e le comunicazioni amministrative.. ma poi mi concentro su quei disegni appesi, in riga, su una stecca, e sono sul muro appena scrostato, appena sporco, piccoli mondi e persone e fiori e animali che so essere immaginati un po’ più in la, magari fuori in giardino o sulla strada e il canale più in la ancora. Sono colorati i disegni sul muro e le vedo le mani piccole che colorano, le risate e i discorsi da bimbo.. le maestre che si danno da fare, brave, sorridenti e severe. Lo spazio è quello dei sapori della vita insegnata, che colgo, e non so se il riscaldamento francamente funziona bene.. ma poi che c’entra, io non voto qui, ma lo farei, qui e ovunque tu sia.

… ponte

febbraio 24, 2013

Il muretto è un piccolo argine che stacca la mia passeggiata dal ciglio del fiume, ci passi radente, come lo sguardo, che guarda l’acqua, traguardare l’azzurro il verde il bianco del volo dei gabbiani. Quel muretto costruito oggi avrebbe il diniego degli ambientalisti, ma è lì da molto tempo, sedimenta il senso del luogo lento e si dissolve nel paesaggio. Guardo le sponde costruite dalla storia e quel ponte che le unisce, simbolo e funzione dimenticata. Ma oggi c’è un motivo per ricordare, questa volta il paese si ferma, il ponte si gira, passa un barcone gigante, i bambini gioiscono dell’evento inconsueto, i pedoni e quelli con le biciclette iniziano a chiacchierare, gli automobilisti fremono tranne quelli che smontano e si aggregano al gruppo curioso.. è un gesto, si sta assieme, col sole appena, si, un ponte e il sole appena.

… taglio

febbraio 22, 2013

Assorto nei pensieri, quelli profondi, che lacerano l’anima e fanno male al cuore, e distraggono dall’ordinario andare. Nel mio cammino verso il bar il marciapiede è solo un piccolo spazio tra lo scorrere del traffico e le recinzioni delle abitazioni, tutte diverse e la sensazione che manca qualcosa, non c’è il sole, è nuvoloso e freddo e mi manca qualcosa, un fianco protetto, un ombra… ecco ora guardo a terra, c’è solo un ceppo, due, tre… ziobilly, hanno tagliato gli alberi del viale. Guardo attorno, la segatura ancora per terra, nessuno se ne accorge, caccio un urlo io e un vaffanculo per una morte indifferente. Forse erano malati, di una malattia non loro, di una civiltà meccanica. E un taglio, è tristezza, e si somma alla mia.. con la neve si coprirà tutto, e la città non avrà rimorsi.