Archive for marzo 2013

… un mondo a parte

marzo 27, 2013

E’ un mondo a parte quello dei viaggi in autostrada, entri in un casello e poi esci in un altro a centinaia di chilometri. In mezzo paesaggi aperti che cambiano oltre il tuo sguardo e che li senti fuori, oltre i bordi, del tuo viaggiare dentro. Se piove, poi, l’abitacolo aiuta a isolare la tua mente per un paesaggio che ti abitua alla monotonia. Ripassi la vita, e forse i luoghi che scorrono, gli odori dei tuoi tappetini, il cassetto portaoggetti, gli aloni sul parabrezza, le risate da solo, il fondo sonoro della radio e la musica classica che sembra colonna sonora della tua malinconia.
Se però hai una meta fuori dagli impegni di lavoro, così per piacere, per recuperare gli affetti di persone care, l’uscita dell’ultimo casello è un arrivo goloso e concentrato nella visione di nuove vie, strade, indicazioni, palazzi, giardini, profumi di città. Ancora una casa nuova da visitare assieme all’intimità delle persone che ci abitano, a piedi scalzi, e con gli occhi che si incrociano, per gli arredi semplici, le pareti dipinte a fresco, i bimbi sul divano, e l’affetto concesso del buon gusto della tavola, dei libri e le arti condivise. La città storica poi, in passeggiata, per allenare i muscoli delle gambe, almeno fino al primo caffè, nella stazione della funivia, atmosfere retrò e panorami.. ancora città, la vicinanza dei cortili nascosti, le torri, le piazze, il duomo. La pioggia appena, il freddo di fine stagione, e un nuovo pub con non poche birre per trattare discorsi da uomini e portarsi fino a sera, fino a cena, con il dopo, caffè, amaro, chiacchere leggere e chiacchere profonde che il tempo si porta via veloce fino al mattino.
E’ un mondo a parte quello dei viaggi in autostrada..  il ritorno è la stessa prospettiva al contrario, e questo, in genere, fa bene ai pensieri, che diventano memoria. 

… l’istante prima

marzo 24, 2013

E’ l’istante prima del saluto che guardi il tavolo, ripassi i gusti del cibo che hai assaporato la sera. Gusti distratti dai discorsi e dai ricordi raccontati, la polenta gialla, il salame fresco. Una casa finita e inaugurata con la gente che si meraviglia di un immaginario domestico che non gli appartiene ma che sente vicino, è più di un intonaco bianco per ogni stanza, o della stanza dove la musica è stoppata al di dentro. Non se ne fa niente, per ora, la prossima settimana o la prossima ancora, si, e ci vorrebbe un distorsore o una leva sul ponte per aggiungere al suol un po’ di groove e gettare i suoni più duri e cattivi, da farci sorridere. 

… ziobilly

marzo 23, 2013

Jack beve birra a fiumi e si gongola sulla sedia alta, quella che tocca il bancone e consente la vista sulle tette sode della cameriera, ha anche un’ostentata dialettica popolare mista a bestemmie ed esortazioni al capo fascista di molti anni fa. E inoltre con il suo andamento non favorisce affatto la strana convivenza degli altri avventori, che è facile capire che non si conoscono, la lingua, la pelle, gli odori d’aglio. Lo spettatore distante che sta nei miei occhi non reagisce, subisce, allegro, da li a poco l’auto mi porterà lontano e del posto non ricorderò muri o arredi, ma quei rutti dilanianti che sovrastavano la radio, effusione di emittente, fortuna musicale degli anni ’80. Ziobilly!  

… furbi

marzo 11, 2013

Ci ho messo un po’ per capire, e forse non ho ancora capito.. Lungo la strada dei piccoli cartelli di legno, bassi, fatti a mano, una tavoletta, che so, di circa centimetri cinquanta per dieci e un paletto non più alto di trenta centimetri, da terra.. Le scritte con un pennarello nero senza una bella calligrafia.. scritte grezze, poco visibili, per chi corre in auto, e anche rischioso per chi vuol cercare di leggere. Sono passato più volte e ho intuito che tutti questi cartelli coniugavano la parola ‘furbi’: i furbi lavorano di notte, i furbi ci sono sempre, i furbi che fan questo e quello, ecc.. Una comunicazione di protesta, a chi, per chi? In alcuni di questi cartelli ho poi, ma poi, notato che erano appese delle sportine di nylon, che poi, solo poi, ho associato esser piene, semipiene in verità, di spazzatura. Allora ho intuito che trattasi di qualcuno che vedendo il proprio fosso carico di sacchetti di immondizia ha deciso di denunciare a suo modo la spregevole abitudine di alcuni furbi concittadini. Ma a che pro? che qualche furbo si senta preso in causa e rinunci alla propria bella attività? E un modo autonomo di chiarire una posizione, dato che nessuna risposta arriva dalle istituzioni per gesti del genere? o al massimo della mia fantasia: una azione artistica di tutela del paesaggio? boh! non so.. però devo dirlo, ho associato metaforicamente questa riflessione a quanto succede oggi nei sentimenti politici della nazione: c’è chi ha fatto il furbo e c’è chi protesta a suo modo, c’è chi non si accorge di nulla, e in definitiva non si sa bene cosa succede.. e poi, già! c’è sempre qualcuno che se la smena un casino, come me, per esempio, per cercare di capire il tutto, senza riuscirci.

… humus

marzo 6, 2013

Ne sole ne nuvolo. Il parco dopo l’una era disabitato, solo due tre padroni e cani piccoli, silenziosi, tanto da far emergere forti solo i miei pensieri. Le opere fatte di natura stavano scomparendo, ma è giusto così, humus, tranne i ciottoli disposti in ordine come una fondazione antica e più in là una barca alla deriva su un mare di foglie bianche, o l’occhio della terra che segue un filo d’acqua seminascosto. La panchina mi accoglie tanto da chiudere gli occhi e riposare, è un sonno leggero, che fa del parco un ambiente domestico, e ci vorrebbe poco a sollevare la sofferenza per una passeggiata che non c’è mai stata.

… fosso

marzo 3, 2013

C’erano foglie e le scarpe di Giulio a ispezionare un piccolo fosso, un piccolo abbassamento di terra, senza acqua, per un piccolo tratto, poi girava più profondo verso la campagna.. non l’avevo mai vista da quel punto, il rivale se ne andava verso il sole e si sdoppiava una due e più volte là in avanti, la strada si sollevava appena così da costringere ad indovinare l’orizzonte in fondo.. Il sole calava con le risate di bimbo, il paesaggio però mi rimaneva impresso dentro gli occhi anche dopo lo svincolo per la rotonda, in auto di corsa, sempre di corsa, sempre di corsa.

… il sole

marzo 2, 2013

Un post su social network mi invita a fare un viaggio in quell’asta di confine sopra la città di mare… perché c’è il sole per tutto il fine settimana.. ma in quei luoghi si va per smangiucchiare e bere, bere passando da un’osmiza all’altra.. sono cose per star meglio dentro.. forse è la componete alcolica con la componete amicizia, e poi certo, la percezione di libertà, che ci lascia il paesaggio sempre affacciato sull’estensione mare, specie di sera a luci che appaiono appena laggiù nella città tutta.. e bello si.. puoi ridere, guardare i cani liberi dal guinzaglio.. pisciare al vento.