Archive for the ‘paesaggi’ Category

col sole e il vento di febbraio

febbraio 24, 2016

ci sono misure dello spazio che non necessitano di cordelle metriche o segnalatori laser ma il sorriso di un bimbo al sole e la sua ombra che cambia nella passeggiata in paese un’ora rubata per un ritardo lezione riunione sindacale un’ora regalata per tenersi la mano al baretto succo di frutta briocche panchina prato edicola solo buttar l’occhio per le nuove uscite editoriali. i muri delle case sono rosso mattone senza intonaci e il borgo rispecchia tutta la sua semplicità di ambiazione a città con il vigile che saluta al margine delle strisce pedonali e questo luogo vive per questi piccoli che crescono imparano profumano di fresco. stamattina. col sole e il vento di febbraio.

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fulmini

maggio 21, 2015

E’ il cuore oggi ad aver viaggiato più forte di una coupè sull’autostrada per cui riconosco che non c’è dimensione fisica alcuna per l’urbanistica dei sentimenti. stà nei sorrisi, nei post di risposta e nelle nuvole a movimento randomizzato col sole schiacciato all’orizzonte fatto di gentilezza a carezze di luce. se poi da qui alla strada c’è un vetro di confine e le sedie trasparenti e i tavoli lilla e i quadri kitsch alle pareti non importa e sono i venti centesimi di resto dati da pezzi piccoli due e cinque ad attraversarmi di serenità e pensieri sonori. così la poesia aggancia la zonizzazione che pianifica l’orgoglio scientifico di una pacca sulla spalla e mi passa attraverso questo fulmine ad elettrizzarmi dentro.

primavera

marzo 23, 2015

mi appartiene la giornata con la pioggia fine e l’ombrello fotografato sulla porta pronto per la primavera da uscire ma poi ci sono gli angoli della casa da resettare col vapore e la candeggina sapor fiore. esploro col sapore della gola secca fino ad accorgermi di quanto di questi trentasei metriquadri mi appartengono dentro e sono felicità da poco come la vista delle finestre ad est. solitudini a metà colme di desideri e sfiorare il buio nella sera riflessa sulle lastre di vetro e poi al domani il sole festeggia gratuito ancora bastardo.

la misura del tempo

marzo 16, 2015

la misura del tempo è la luce sui campi così bruni che gli alberi sono blu all’andata come al ritorno del giorno. eppure il mio cuore corre più avanti di ogni passo sulla terra cruda e la volontà di uno specchietto retrovisore mi invita a guardare indietro quel lampo di vita che mi ha fatto cadere e rialzare. sono gli alberi solitari che spiccano blu su blu prima che il buio dia ragione al mio sonno e devi correre al limite massimo della tua velocità interiore per vedere il paesaggio alle giuste sfumature, pennellate di memoria.

resistenza

febbraio 23, 2015

Il sapore della carne stufata con le patate in tècia il merlot grigio custoditi dentro mura di sassi riparo delicato di storie e riparo provvisorio prima della battaglia. là fuori la guerra si fa assordante a colpi di centri commerciali e indagini burocratiche oblazioni e punti qualità. c’è ancora buona musica e parole scritte sui libri e qualcuno capace di leggere trasmettere energia e forza da gestire con dosi di rabbia e rivalsa e poesie di noi dei sogni capaci di volare. resistenza. trovarsi sul principio della montagna caldi di coraggio e solidali con gli occhi e le parole intrecciate appena attenti a conservare la posizione del cuore. la resistenza. neopartigiani. ancora. troppo. inconsapevoli.

… succede spesso

dicembre 7, 2014

… succede spesso con i poeti e i loro saluti prima e gli addi dopo lavorano di intensità e nitidezza d’animo aperto da quintali di pelinkovaz. sarà la percezione dei confini sentirsi forti da trapassarli come luoghi e come pensieri. negozio di due secoli fa e mobili di oltre un secolo lì e la signora con grembiule intero che questo non è solo un panificio ma anche un bar che oggi si chiude mica alle otto ma fino alle nove – grazie un giro ancora di bianco – e mi da una mano ad aprire la bottiglia che mio fratello forse sta dormendo? fuori tempo l’icona della madonna e i ceri sotto accanto ai confetti invasati trasparenti. una stanza cinquepercinque grande come un mondo pieno di sudori e sapori sedimentati. strudel. leggono alla sala civica leggono leggono poi i menestrelli della parola aggiunta alle note di flauto corrompono il cuore e c’è tempo di sfogliare libri fatti a mano di piombo e carta forata. lo spirito a posto e allora alla ricerca di un posto dove lo stomaco possa esprimersi e ridere di pizze dal bordo alto nominate da chef televisivi e tavoli e pareti e vetri di murano stravaganti quanto il cesso al piano sotto per far pipì prima dell’ultima l’ultima l’ultima mezza. mezza. un’altra mezza. rapiti da riso per le cose di legno non ci accorgiamo del vento fresco del mattino e della notte lunga che saluta chi dorme e vaneggia e viaggia per rientri con memoria a pedaggio di felicità.

non so

dicembre 2, 2014

non so. quello che non so spiegare. dentro. ma poi non serve molto. sapore dolce come un tocco di pelle un soffio di parole. sarà l’immensità del paesaggio che ci circonda altalenante di colline e orizzonti boschivi di paesi a luci fioche e curve a guardrail radenti il mondo vicino e lontano confuso tutto nella sera veloce. racconti. sarà il tepore del fuoco spento quello del vino verde le muische da film la spunta per un ritorno a menu fisso. mi basta il viaggio la cena calda la terra che profuma della prossima pioggia per essere contento un poco, prima di confondere la vita con il mio sonno.

contrasto

novembre 21, 2014

Non so proprio perchè stavo male, teso e ammirato. ma sì, ho capito, era il contrasto, non delle foto, no quelle no, traspiravano sfumature e portavano fuori gli odori acri delle esistenze. il contrasto. la velocità dei pensieri letti negli occhi della gente abitante lontana e la lentezza di un paesaggio trasformato sofferente, essere in luoghi stupendi e malati alla stesso tempo, l’orrore e la santificazione di vite resistenti. il silenzio attorno e le urla dentro. trattengo lacrime, tra rabbia e bellezza, tra rabbia e bellezza. tra rabbia e bellezza. sono più di cento le foto ed ad una a una divento curioso e massacrato sentire la resonsabilità degli orrori. contrasto. e occhi da ricordare per ricordare. poi sto male anche fuori della galleria le nostre strade e la nostra gente che ride troppo beve aperitivi sponsorizzati e sigarette elettroniche per non sporcarsi i polmoni, per non sporcarsi degli altri.