Archive for settembre 2014

la controfigura della papera

settembre 27, 2014

anima piccola forte veloce anima di papera da due giorni che fugge per gioco ad ogni soffio la madre a misura d’occhio anima coraggiosa se l’acqua non offende la riva canneti rocce erbe palustri e scivoli di cemento. uno specchio d’acqua a settembre col sole alto a picco sul mezzogiorno e tutto intorno commercio organizzato faidate tuttosport animaliwow ciboamericano. il marciapiede a betonelle a correre soddisfa la curiosità di una passeggiata a raggio tondo fino al guardrail di un’autovia veloce che fa da sottofondo all’apparente silenzio delle biodiversità protette da cartellonistiche di genere. Sembra essere così il futuro, sinergico, contaminato, da una socialità forzata e consumismo prevalente, e lo colgo dai punkabbestia che provano a pescare con esce artificiali da ventisettedollari il culo fuori e nessun cestino per il bottino. ci si diverte con poco al parco giochi econ-aturalistico e poi scorgo la controfigura della papera che dà il turno all’attore principale. [stasera vado via]

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per i muri e i silenzi

settembre 20, 2014

poesia su fondo giallo e città patina di umido pioggia nebbia chiacchiericci. c’è un diverbio tra il prosecco a calice alto e i crostini al baccalà, tra la solitudine e la moltitudine che sta dentro e fuori me. ma la città legge, legge e anche ride, ride forte e sputtana la credibilità della birra a tappo corona. le voglio bene. per tutto. per i muri e i silenzi.

cinque minuti ancora

settembre 15, 2014

la giusta lentezza per vedere strade e cigli e argini e deviazioni a tangenziali nuove per giungere alle campagne in una giornata quasi finita. sento solo le gocce di pioggia appena sulla pelle e la musica nelle orecchie pulsante ultrasonica così da accompagnare il viaggio e il sole radente in fondo agli orizzonti con il verde che assomiglia al nero nel contrasto con la luce. la stanchezza è giusta per impedire pensieri di memorie profonde. amore che va. e lasciare la leggerezza del ‘oggi no domani vediamo’. poi ecco solo un po di storia in mezzo un parco pubblico lontano dalla confusione che avevo lasciato la per tanto tempo e un piccolo sobbalzo di emozione per aver partecipato alla sua rinascita. il degrado era già intuito allora così come di lettura di rughe nella pelle che sai dove andranno. cinque minuti ancora a scorgere un muro un tetto una campana cinque minuti ancora per il cielo a sparire e le zanzare alle caviglie. il portale segna assi perduti ed è contrario. ti ferma. per ascoltare il bosco. cinque minuti ancora, padre. cinque minuti ancora.

la notte appena

settembre 8, 2014

anche se è nero il profilo di alberi campi filari rovi erba argini boschi si legge tutto verde intenso carico incantato. sarà la luna al novantanove percento le vicinanze di sassi asfalti acque e luce appena sulla finta strada che attraversa la polvere. ringrazio per la lentezza dei pensieri e dei lunedì di festa. ringrazio per la disattenzione alla punteggiatura e per i racconti che posso raccontare. scrivere di cose che si vedono è paesaggio degli occhi.

benvenuta

settembre 1, 2014

non è forte il pianto non è un pianto è parlare da dentro segnare il luogo con le onde sonore e mi racconta la stanza dove si trova il suo riposo o l’abbraccio di genitore che ti porta in giro e ruota libera in una stanza e passa all’altra forse la pappa che concede il silenzio alterno a segnature di soggiorno e bagno e scale amplificate. il mio orecchio si abitua a leggere lo spazio attraverso il suono di questa piccola vicina nuova pochi giorni socievole assai. benvenuta.