contrasto

Non so proprio perchè stavo male, teso e ammirato. ma sì, ho capito, era il contrasto, non delle foto, no quelle no, traspiravano sfumature e portavano fuori gli odori acri delle esistenze. il contrasto. la velocità dei pensieri letti negli occhi della gente abitante lontana e la lentezza di un paesaggio trasformato sofferente, essere in luoghi stupendi e malati alla stesso tempo, l’orrore e la santificazione di vite resistenti. il silenzio attorno e le urla dentro. trattengo lacrime, tra rabbia e bellezza, tra rabbia e bellezza. tra rabbia e bellezza. sono più di cento le foto ed ad una a una divento curioso e massacrato sentire la resonsabilità degli orrori. contrasto. e occhi da ricordare per ricordare. poi sto male anche fuori della galleria le nostre strade e la nostra gente che ride troppo beve aperitivi sponsorizzati e sigarette elettroniche per non sporcarsi i polmoni, per non sporcarsi degli altri.

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