… il paesaggio tangente

.. e l’anno che passa, che è passato, sono scivolato sull’asfalto bagnato della rotonda, il cordolo raso liscio, come le gomme dell’auto, capisco che non so tenere un testacoda, che vado troppo veloce, disattento, diversamente attento, volo con i pensieri, e con l’auto che illumina con i fari aiuole improbabili, terrapieni verdi, scritte di benvenuto, cartelli di limite e di pubblicità, ci torno all’indomani, lento, fai quelle cose che .. e perché non si può fare?, giro, uno, due, più volte, tengo lo sterzo, e il sole che gira con te … il paesaggio tangente, il bordo che sfugge, gli alberi che risalutano divertiti, qualcuno che clacksona, la risata di un bimbo, basso batteria sulle orecchie. Io giro e poi vado senza segnaletica e il paesaggio di suo ti sputa in faccia la sua bellezza. Le gomme poi non erano lisce, buon anno.

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3 Risposte to “… il paesaggio tangente”

  1. Salvatore D'Agostino Says:

    “Le gomme poi non erano lisce, buon anno.” 🙂

    Buon anno Marco

  2. wilfingarchitettura Says:

    Anche a me. Sembravano ‘barbari’ ma avevamo un forte senso del pudore. FB trita tutto e non conserva memoria.

    Un abbraccio.

    Nel 2014 io ritorno ai commenti 🙂

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