Roma..

Di due giorni di discussione aulica sullo ‘spazio pubblico’… nulla fa cenno a questo sentire. Cerco ancora di camminare da solo, per capire meglio la città, i suoi odori, i suoi umori.. e mi è difficile non percepire il confronto con la memoria per una socialità che sembra sparita.. non so se sono aggrappato alla nostalgia o l’invadenza dell’indifferenza è la sola cosa che vedo…  però di fatto non c’è un gesto di gentilezza, un sorriso, un buongiorno, un lasciar strada, un venire incontro.. eppure i muri sono gli stessi, belli, forti, antichi, e la mobilità trasandata al solito, arrogante, come la forza della storia e la modificazione delle sue epoche, incise in ogni pezzo della città. Eppure basta poco, in questa babele di paure reciproche, a sostenere la mia speranza.. tirato dentro a forza nell’ultima corsa del bus strapieno, come in un salvataggio a mare, ringrazio d’istinto e un leggerissimo sorriso in un viso stanco e straniero replica: ‘tutti stasera dobbiamo tornare a casa’…

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