… humus

Ne sole ne nuvolo. Il parco dopo l’una era disabitato, solo due tre padroni e cani piccoli, silenziosi, tanto da far emergere forti solo i miei pensieri. Le opere fatte di natura stavano scomparendo, ma è giusto così, humus, tranne i ciottoli disposti in ordine come una fondazione antica e più in là una barca alla deriva su un mare di foglie bianche, o l’occhio della terra che segue un filo d’acqua seminascosto. La panchina mi accoglie tanto da chiudere gli occhi e riposare, è un sonno leggero, che fa del parco un ambiente domestico, e ci vorrebbe poco a sollevare la sofferenza per una passeggiata che non c’è mai stata.

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